Spedizione di bombole, cartucce da gas e aerosol: tutto quello che c’è da sapere - Approfondimenti

Approfondimento in merito alle modalità di spedizione di gas e sugli obblighi specifici

bombole cartucce da gas aerosol


  1. Premessa e definizioni
  2. Principali differenze e condizioni di utilizzo
  3. Conformità dei recipienti a pressione e relative marcature
  4. Conclusioni

1. PREMESSA E DEFINIZIONI

Capita spesso, in qualità di Consulenti per la Sicurezza del Trasporto di merci pericolose nominati da molte aziende, di dover dare supporto in merito alle differenze tecniche tra bombola e aerosol, o tra una bombola non ricaricabile ed una cartuccia da gas. Molte sono le aziende che spediscono gas compresso o liquefatto tramite recipienti a pressione di piccole o medie dimensioni e, il più delle volte, notiamo che non è del tutto chiara la differenza tra le varie tipologie di recipienti e, soprattutto, quali sono le finalità che portano ad usare una semplice bombola o un aerosol.

Iniziamo dunque da alcune definizioni che chiariscono di cosa stiamo parlando, e tali definizioni sono indicate nell’ADR, ma vengono poi, a cascata, riprese anche da tutti gli altri regolamenti sul trasporto (RID, ADN, IMDG CODE, DGR IATA).

  • “Aerosol o Generatore di aerosol”, un oggetto costituito da un recipiente non ricaricabile rispondente alle disposizioni del 6.2.6, costruito in metallo, vetro o materia plastica, contenente un gas compresso, liquefatto o disciolto sotto pressione, con o senza liquido, o pasta o polvere, e munito di un dispositivo di dispersione che permetta di espellere il contenuto sotto forma di particelle solide o liquide in sospensione in un gas, o sotto forma di schiuma, pasta o polvere, o ancora allo stato liquido o gassoso;
  • “Bombola”, recipiente a pressione, di capacità in acqua non superiore a 150 litri
  • “Cartuccia di gas”, o meglio “Recipiente di piccola capacità contenente gas”: ogni recipiente non ricaricabile con una capacità in acqua non superiore a 1000 ml per i recipienti in metallo e non superiore a 500 ml per i recipienti in materiale sintetico o in vetro contenente, sotto pressione, un gas o una miscela di gas. Può essere munito di valvola.

Partendo dal presupposto che tutti abbiamo ben chiaro il concetto di “bombola”, solo al fine di chiarire la differenza tra AEROSOL e CARTUCCIA DA GAS, si vedano questi esempi grafici:

Aerosol Cartucce Gas
Esempio di AEROSOL
(UN 1950)
Esempio di CARTUCCIA DA GAS
(UN 2037)

 

 

2. PRINCIPALI DIFFERENZE E CONDIZIONI DI UTILIZZO

La principale differenza risiede nella modalità di confezionamento e questo porta a suddividere tutti i recipienti a pressione per trasporto di gas, in 2 macrocategorie:

  • BOMBOLE (ricaricabili e non ricaricabili) – riconducibili al GAS che contengono
  • AEROSOL e CARTUCCE DA GAS – riconducibili al CONTENITORE che contiene il gas

Le normative per il trasporto (ADR, RID, ADN, IMDG CODE, DGR IATA) infatti, sfruttano tutte questa grande suddivisione che porta, nel caso di scelta di spedizione del gas in AEROSOL o CARTUCCE DA GAS, a notevoli sconti nel confezionamento. Basti pensare al fatto che per la classe 2 ADR (GAS – rischio principale della classe 2 è il rischio derivante dalla pressione nel recipiente) non è in pratica mai prevista, se non per piccolissime capacità e per gas che presentano solo rischio di asfissia senza pericoli sussidiari, come ad esempio per l’Azoto (UN 1066) e l’Anidride Carbonica (UN 1013), la possibilità di usufruire della spedizione in “Limited Quantity” o “LTD QTY”. Tale modalità di spedizione, detta in gergo “esenzione totale ADR”, è definita al capitolo 3.4 ADR/RID/ADN/IMDG, con varie differenziazioni in base alla specifica modalità di trasporto. Le “Limited Quantity” sono sempre garantite per la spedizione di 2 particolari numeri ONU, che sono appunto quelli che si riferiscono alle rubriche degli AEROSOL (UN 1950) e delle CARTUCCE DA GAS (UN 2037).

Nella tabella seguente, riportiamo 3 possibilità di spedizione dello stesso gas (CO2) in 3 tipologie di recipienti NON RICARICABILI, cioè in pratica destinati all’ ”usa e getta”:

Confezionamento GAS Esempio pratico
LTD QTY
BOMBOLE NON RICARICABILI Spedizione di ANIDRIDE CARBONICA (UN 1013 – codice classificazione 2A) in bombole non ricaricabili da 1 lt
Max 120 ml
CARTUCCE DA GAS Spedizione di ANIDRIDE CARBONICA (codice classificazione 2A) in CARTUCCE DA GAS (UN 2037) da 1 lt
Max 1000 ml
AEROSOL Spedizione di ANIDRIDE CARBONICA (codice classificazione 2A) in AEROSOL (UN 1950) da 1 lt
Max 1000 ml

 

Sebbene l’esempio vuole essere una forte semplificazione ed il tutto andrebbe chiaramente valutato anche in base alle pressioni e alle condizioni di riempimento e di trasporto, è chiara e netta la distinzione tra la spedizione del GAS (UN 1013 CO2) in un imballaggio dedicato (BOMBOLA) che dovrà essere poi correttamente dichiarato nel documento di trasporto, e la spedizione di un CONTENITORE (UN 1095 AEROSOL o UN 2037 CARTUCCIA DA GAS) che contiene il gas (CO2); nel caso di utilizzo delle rubriche UN 1950 o UN 2037 i regolamenti non prevedono che venga esplicitamente dichiarato il gas contenuto nel documento di trasporto.

Questa che sembra una enorme semplificazione e che, per molti operatori, a volte in modo del tutto improprio, viene sfruttata al fine di spedire GAS in modo “semplificato”, nasconde purtroppo, per chi non conosce in modo approfondito le norme, molte problematiche legate alla conformità dei recipienti utilizzati, che vanno analizzate in modo completo prima di decidere quale sia la via migliore per le proprie esigenze.

Innanzitutto, dobbiamo partire dalle condizioni di esercizio del gas contenuto oltre a conoscere le finalità di utilizzo dell’attrezzatura (recipiente a pressione):

Recipiente
“usa e getta”
Riferimenti e norme di progetto Definizioni / specifiche tecniche
BOMBOLE NON RICARICABILI ADR – cap. 6.2.2 (UN) e 6.2.3
(non UN)
EN ISO 11118:2015Direttiva 2010/35/UE
  • Rispetto della PH (test pressure) min prevista per il gas, dalla P200
  • PH (test pressure) ≥ 45 bar
  • V (capacità) ≤ 5 lt
  • PH (test pressure) max ≤ 250 bar (gas liquefatti)
  • PH (test pressure) max ≤ 450 bar (gas compressi) 
  • PH (test pressure) x V (capacità) ≤ 1000 bar x lt
  • Dispositivo di anti-ricaricabilità (integrato sulla valvola)
CARTUCCE DA GAS (UN 2037) ADR – cap. 6.2.6

EN 417:2012 (per UN 1965)

EN ISO 16509:2014
(fino a 120 ml)

Direttiva 2010/35/UE

  • Rispetto della PH (test pressure) min prevista per il gas, dalla P200
  • PH min (test pressure) ≥ 10 bar
  • PH min (test pressure) ≥ 1,5 x Pmax (internal pressure) a 50°C
  • PH (test pressure) max ≤ 250 bar (gas liquefatti)
  • PH (test pressure) max ≤ 450 bar (gas compressi) 
  • V (capacità) ≤ 1 lt  (500 ml se in materiale non metallico)
  • PH (test pressure) x V (capacità) ≤ 30 bar x lt (gas liquefatti)
  • PH (test pressure) x V (capacità) ≤ 54 bar x lt (gas compressi)
  • Possono essere muniti di valvola (non ricaricabile) oppure no
AEROSOL
(UN 1950)
ADR – cap. 6.2.6

Direttiva 75/324/CEE

  • Pmax (internal pressure) a 50°C ≤ 12 bar (gas liquefatti infiammabili)
  • Pmax (internal pressure) a 50°C ≤ 13,2 bar (gas liquefatti NON infiammabili)
  • Pmax (internal pressure) a 50°C ≤ 15 bar (gas compressi NON infiammabili)
  • PH min (test pressure) ≥ 10 bar
  • PH min (test pressure) ≥ 1,5 x Pmax (internal pressure) a 50°C
  • V (capacità) ≤ 1 lt  (500 ml se in materiale non metallico)
  • Dispositivo di rilascio e dispersione aerosol (nebulizzatore)

 

Dalle specifiche sopra riportate si può osservare come, in realtà, le discriminanti sulla scelta del recipiente a pressione da utilizzare, ricadono, oltre chiaramente sulle finalità di utilizzo, principalmente su vari aspetti legati alle caratteristiche chimico-fisiche del gas:

  • Stato fisico del gas (compresso o liquefatto)
  • Pressione di vapore del gas a 50 °C
  • Pressione di esercizio e quindi quantitativo netto di gas da spedire
  • Capacità / volumetria richiesta per il recipiente a pressione

 

3. CONFORMITÀ DEI RECEPIENTI A PRESSIONE E RELATIVE MARCATURE

Tutti i recipienti a pressione sopra citati devono garantire la conformità al regolamento di trasporto scelto e, se ricorre il caso, ai vari regolamenti di trasporto che sono necessari per trasportare il gas in una catena di spedizione multimodale.

Nel caso di sola spedizione stradale la conformità è assicurata garantendo il rispetto delle disposizioni definite dall’ADR che, ricordiamo, è un Accordo internazionale a cui, ad oggi, hanno aderito paesi non solo europei; l’ambito di applicazione, dunque, è internazionale e relativo ai paesi aderenti:

Ambito ADR

Fonte: Wikipedia

Ambito geografico di applicazione dell’ADR: 55 paesi nel mondo tra cui paesi europei ed extraeuropei, alla data di redazione del presente approfondimento.
Simbolo di conformità riconosciuto a livello globale è il marchio UN:   

 

Dobbiamo però ricordare che, per noi italiani, che facciamo parte dell’Unione Europea, vige l’obbligo di conformità alle Direttive Europee, che sono per noi cogenti e che sono le basi per regolamentare e favorire lo scambio commerciale tra i paesi dell’Unione. Tra le innumerevoli normative a cui rispondere, siamo in questo ambito anche pienamente ricadenti nel campo di applicazione della Direttiva 2010/35/UE, cosiddetta T-PED, che regolamenta l’immissione nel mercato di ATTREZZATURE A PRESSIONE TRASPORTABILI.

Ambito geografico TPED Ambito geografico di applicazione della Direttiva T-PED (Direttiva 2010/35/UE del 16 giugno 2010 in materia di attrezzature a pressione trasportabili): 27 Stati membri nell’Unione Europea, alla data di redazione del presente approfondimento. Simbolo di conformità alla Direttiva T-PED è il marchio Pi-Greco (Pi-mark):

La Direttiva T-PED, infatti, all’ Articolo 1 – “Ambito di applicazione” definisce che, nella definizione di attrezzature a pressione trasportabili, si intendono incluse le cartucce di gas (n. ONU 2037) ed esclusi i diffusori di aerosol (n. ONU 1950). Questo implica chiaramente che, anche le CARTUCCE DA GAS devono essere conformi alla Direttiva T-PED e dunque, portare il marchio di conformità richiesto dalla Direttiva 2010/35/UE, cioè il marchio PI-GRECO e tale valutazione di conformità deve passare per un organismo notificato (No.Bo.) che rilascerà un Type Approval ai sensi della Direttiva T-PED e ai sensi dell’ADR (6.2.6) e relative norme di progetto e fabbricazione utilizzate.

Purtroppo, in commercio, si trovano ancora moltissime cartucce da gas, correttamente marcate dal punto di vista ADR (UN 2037) ma non conformi alla Direttiva 2010/35/UE in quanto non recano il simbolo di conformità alla T-PED.

Cartucce Gas Esempio di cartuccia da gas (UN 2037) contenente una miscela di BUTANO e PROPANO per bruciatori portatili, correttamente marcata e recante il marchio di conformità alla Direttiva TPED π , seguito dal numero del No.Bo.

 

Le marcature di conformità sono definite da molti regolamenti e ne definiscono la presa di responsabilità del fabbricante, o del soggetto che importa il prodotto nel mercato e lo commercializza; se il nostro mercato di riferimento non è l’Unione Europea ma, ad esempio il Regno Unito, allora il simbolo di conformità riconosciuto in quel mercato è il marchio RHO (Rho-mark ρ).

Infine, per completezza di informazione, anche gli AEROSOL, che, come detto in precedenza, non rientrano nel campo di applicazione della Direttiva T-PED, hanno un loro marchio di conformità specifico definito per l’Unione Europea: il simbolo “3” (epsilon rovesciato). Tale simbolo, introdotto dalla Direttiva 75/324/CEE, attesta che il contenitore rispetta tutti i requisiti di sicurezza per la fabbricazione ed il collaudo del recipiente.

 

4. CONCLUSIONI

Con questo approfondimento, seppure trattato in modo piuttosto sintetico vista la tematica, vogliamo sottolineare quanto sia complicato cercare di assicurare conformità alle numerose norme di prodotto e alle norme cogenti; risulta dunque fondamentale riferirsi a consulenti esperti per ottenere il supporto tecnico necessario per non incorrere in problematiche durante la progettazione, la fabbricazione e l’attuazione delle procedure di valutazione della conformità richieste per mettere in commercio un prodotto idoneo ed evitare dunque problematiche nelle spedizioni del gas, quali blocco della merce o addirittura a sanzioni per inadempienze regolatorie.

Nella speranza che, quando sopra descritto, in queste poche righe, possa essere di aiuto per chi si trova ad affrontare, spesso o sporadicamente queste particolari casistiche, I.V.EN.A. S.r.l. tramite i propri consulenti e tecnici esperti in materia, è a disposizione per ogni eventuale delucidazione ed approfondimento in merito.

 


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